Quando lo spazio vuoto costa più del prodotto
Un pacco dalle dimensioni inadeguate genera automaticamente spazio vuoto. Eppure, i costi di spedizione si basano sempre più sul peso volumetrico. Spedire aria equivale quindi a pagare per dello spazio sprecato. In alcuni contesti e-commerce o B2B, il tasso di riempimento medio oscilla tra il 42% e il 46%. Più della metà del volume spedito non contiene alcun prodotto.
- Un costo invisibile ma enorme
Questa consapevolezza spesso sorprende quando viene valutata oggettivamente. Molte aziende credono di aver ottimizzato il proprio packaging, finché un’analisi volumetrica non rivela che l’aria è la principale “merce” trasportata. Questo spazio vuoto non è neutro: si traduce in più pallet, più camion, più movimentazioni, più emissioni e capitale immobilizzato in materiali di consumo.
Razionalizzare i formati di imballaggio cambia radicalmente questa equazione. Combinando packaging standardizzati con la regolazione automatica dell’altezza del pacco, diventa possibile aumentare il tasso di riempimento medio e ridurre il volume totale spedito fino al 30%.
Questo dato non è di poco conto. Una riduzione del volume del 30% significa fino al 30% in meno di pallet da movimentare e fasciare. Significa fino al 30% in meno di rimorchi. Significa meno camion sulle strade e una riduzione immediata delle emissioni di CO2. Significa anche dal 50 al 60% in meno di materiali di riempimento, o addirittura nessuno quando il pacco si adatta perfettamente al contenuto.









