Robotic lockers, al centro di una visione completa della logistica

Per quasi 20 anni, l'ascesa dell'e-commerce nel settore della spesa è stato accompagnato da una proliferazione di metodi di consegna e opzioni a disposizione dei consumatori. Queste nuove disposizioni ora stanno sollevando interrogativi fondamentali sulla loro rilevanza, in termini di adozione da parte dei consumatori e prospettive di redditività per i rivenditori, nonché sui loro effetti sociali, economici e ambientali.

Articolo scritto da Aurélien LEGUY, Head of Innovation, SAVOYE

Tra tutti i modelli disponibili, sembrano spiccare i robotic lockers* (armadietti robotizzati), tanto da generare negli ultimi anni un vero e proprio vortice di concetti diversi.
Molte catene di supermercati li stanno sperimentando a livello locale, per comprenderne meglio l’utilizzo da parte dei clienti e la loro redditività economica, ma non si stanno muovendo verso sperimentazioni che prevedano una diffusione su larga scala. Sebbene si stia avanzando l’idea della rilevanza degli armadietti robotizzati, non si assiste ancora alla formazione di un vero consenso sulla modalità ottimale di funzionamento né di un punto di svolta per l’adozione di questo metodo di raccolta da parte delle catene di supermercati. Per identificare un modello di business praticabile, è essenziale pensare oltre l’armadietto stesso e considerare il piano logistico complessivo a livello locale.

Una visione d'insieme della logistica

Armadietti robotizzati, punti drive-through, consegna a domicilio e click & collect, forniscono una gamma completa e complementare di opzioni di ritiro e consegna offerte accanto alla tradizionale spesa negli ipermercati e nei supermercati. L’idea non è quella di affidarsi a un canale piuttosto che a un altro, ma di offrire una gamma di servizi in grado di soddisfare quotidianamente il massimo delle esigenze dei clienti.

La rilevanza del robotic locker risiede nella sua capacità di offrire una soluzione che supera i vincoli geografici e temporali di altri metodi di raccolta. I punti drive-through, le consegne a domicilio e i ritiri click & collect comportano il viaggio da o verso un’area commerciale, nonché una fascia oraria prenotata per il ritiro. Offrendo una maggiore flessibilità, i clienti possono prelevare da un armadietto in qualsiasi momento e potenzialmente a piedi.

Parallelamente all’emergere di questi nuovi modelli di consumo, il modello dell’ipermercato e del supermercato sta perdendo terreno e deve reinventarsi. I nuovi flussi fisici e digitali richiedono una trasformazione di questi punti vendita in spazi in grado di funzionare con tutti i canali di raccolta e consegna. Stiamo assistendo allo sviluppo di questi negozi in veri e propri centri di micro-fulfillment** in cui l’aggiunta di nuove opzioni consente di guadagnare e mantenere quote di mercato. Pertanto, l’obiettivo è rendere redditizio questo modello di supermercato multicanale.

Quali sono le leve per garantire la fattibilità del modello economico?

Nel modello di spesa “tradizionale”, il prelievo degli ordini e la consegna a domicilio sono a carico del cliente. Con i punti drive-through, le consegne a domicilio e gli armadietti robotizzati, è la catena che copre tutte le operazioni di picking e sostiene parte o tutti i costi di consegna. Per aumentare la propria attività pur rimanendo competitive, le catene di vendita al dettaglio devono controllare questo aumento dei costi operativi. Hanno a disposizione due leve:

  • Il primo è la centralizzazione e l’automazione delle operazioni di picking degli ordini per i ritiri da locker, punti drive-through e consegne a domicilio. Da un lato, per motivi di compattezza – il terreno è scarso e costoso – e dall’altro, per ragioni di produttività operativa. L’investimento in un sistema di picking e stoccaggio robotizzato è essenziale per ottenere un elevato livello di prestazioni operative in uno spazio ridotto e, quindi, rendere redditizia l’attività.
  • La seconda leva è la creazione di un sistema informativo in grado di orchestrare tutti i processi, dallo stoccaggio dei prodotti alla fornitura delle diverse opzioni di ritiro e consegna. L’intelligenza del software è la chiave per migliorare l’efficienza di ogni metodo: reattività quando il cliente arriva a un punto drive-through, il percorso più breve per un giro di consegne a domicilio, ecc.

La gestione degli armadietti robotizzati deve fornire risposte a due punti fondamentali. In particolare stiamo lavorando alla gestione predittiva del tempo di occupazione degli armadietti, con l’obiettivo di stimare il numero di armadietti liberi e migliorare la redditività del sistema. L’apprendimento mediante osservazione statistica è un primo passo, ed è possibile andare oltre stimando un tempo di raccolta, mediante l’apprendimento automatico, a seconda del contenuto degli ordini. Stiamo anche valutando la verifica automatizzata dei resi effettuati dai clienti utilizzando gli armadietti. Ciò includerà un processo di controllo del prodotto, che può comportare la scansione del codice a barre dell’articolo, la pesatura o persino il riconoscimento automatico degli articoli tramite un sistema di visione.

Un benefico impatto in termini di riduzione delle emissioni di CO2

Al di là del modello economico, c’è anche la questione dell’impatto ambientale delle opzioni di raccolta, e va detto che in questo senso ci sono forti argomenti a favore dei robotic lockers.

Prendiamo lo scenario più comune in cui il cliente fa la spesa settimanalmente e desidera un’ampia selezione di prodotti. La consegna a domicilio è tradizionalmente l’opzione con la carbon footprint più bassa, come risultato del raggruppamento degli ordini mediante un giro di consegna ottimizzato, mentre i punti drive-through e la spesa “tradizionale” comportano un gran numero di viaggi tra supermercati e case.

La fornitura di un network di armadietti robotici si rivela un’opzione ancora più allettante rispetto alla consegna ai clienti uno per uno. Questo è l’effetto della centralizzazione dei punti di consegna offerta da questa nuova modalità. Con armadietti opportunamente posizionati per generare raccolte a piedi o in viaggio da/per il lavoro, la riduzione di CO2 arriva fino al 40% rispetto alla consegna a domicilio.

Di conseguenza, il contributo degli armadietti robotici alla riduzione della CO2 varia a seconda della densità della popolazione. Nelle aree urbane, gli armadietti saranno installati in un’area dedicata, o più probabilmente in un’area che combina un minimarket con armadietti: la spesa viene ritirata a piedi o durante il tragitto da/per il lavoro utilizzando un mezzo di trasporto leggero. Nelle aree periurbane gli armadietti devono essere posizionati sui percorsi tra abitazioni e luoghi di lavoro, per ridurre al minimo le deviazioni per ritirare la spesa. L’unica eccezione è rappresentata dall’utilizzo degli armadietti nelle zone rurali, che non comporta sostanziali guadagni in termini di carbon footprint, ma rappresenta un servizio che accresce l’attrattività di determinate aree.

Conclusioni

Come abbiamo sottolineato, i robotic lockers offrono una grande e seria opportunità nell’ambito della gamma di opzioni di ritiro e consegna emerse negli ultimi anni. Sebbene ci siano forti argomenti a loro favore, ci sono molte domande sugli armadietti robotici, che attualmente stanno frenando la diffusione su larga scala. Le prove in corso stanno spingendo a ripensare i cosiddetti modelli logistici dell’ultimo miglio, al di là dei semplici armadietti, in relazione ai loro metodi di approvvigionamento e prelievo degli ordini. Restano da chiarire anche le sedi ideali per i punti di raccolta e gli MFC, nonché i profili degli ordini e gli obiettivi di reattività, nonché i flussi attesi dai clienti per ciascuna sede.

Una volta risolti questi problemi, le possibilità che questi sistemi si consolidino sono elevate, in considerazione degli enormi vantaggi in termini di servizio clienti e ambiente come parte di una visione globale della logistica.

 

NB.:
*: Per scoprire di più sui robotic lockers
**: Per scoprire di più sui micro-fulfillment centers